Le Triadi Aperte in “Ambient Sounds #1”

Come promesso ecco la seconda lezione dedicata alle triadi aperte in cui impareremo a suonare lo studio Ambient Sounds #1 oltre ad imparare a come creare un suono in perfetto stile chitarra ambient.

Puoi leggere qui l’articolo riferito alla prima lezione, oltre a vedere il relativo video sul mio canale YouTube che trovi a questo link. Ti suggerisco di guardarlo a meno che tu non abbia già una buona conoscenza delle triadi aperte in stato fondamentale e di rivolti su tutto il manico della chitarra.

Inoltre, se non hai ancora visto il video della mia breve composizione-studio Ambient Sounds #1, lo puoi vedere a questo link. Ascoltalo prima di iniziare il corposo tutorial.

Anche questa lezione ha il suo video dedicato, che ti suggerisco di guardare per intero perché spiega nei minimi dettagli sia la costruzione di un suono per chitarra ambient sia diversi elementi di songwriting prendendo a pretesto lo studio Ambient Sound #1.

Triadi aperte e suono per chitarra ambient

Occupiamoci subito del suono: in linea generale i suoni per chitarra ambient sono molto eterei, carichi di riverbero, tendenzialmente puliti e con una spazialità piuttosto marcata. Il riverbero, spesso unito ad un delay molto lungo, crea quell’effetto tappeto synth caratteristico della chitarra ambient che, unito all’elevato sustain, funziona benissimo con le triadi aperte.

Nel video spiego anche bene i concetti di base sull’elaborazione dei segnali, in modo da permettere a tutti di partire dai concetti fondamentali, tra l’altro validi nella creazione di qualsiasi tipo di suono.

Per creare il suono che ho utilizzato in Ambient Sound #1 ho utilizzato lo Yamaha FX500, un processore multi-effetto digitale dei primi anni ’90 con ormai trent’anni di onorato servizio e, per certi versi, ancora attuale e valido soprattutto per i suoni puliti. Per la chitarra ho scelto di utilizzare il solo pickup centrale single coil.

La catena di effetti è la seguente: compressore, equalizzatore, riverbero/delay e modulazione. Il risultato è un suono con un attacco molto morbido, un sustain elevato, un effetto tappeto synth molto marcato e una spazialità profonda.

Vediamo come ho ottenuto tutto questo.

Regoliamo gli effetti per un suono ambient

Per il compressore ho regolato una soglia piuttosto bassa in modo da comprimere quasi tutto ciò che entra in ingresso, con un rapporto di compressione di 1/2 per avere un buon sustain. L’attacco è praticamente al minimo con 1,1 millisecondi in modo che il compressore entri in funzione istantaneamente.

L’equalizzatore non ha regolazioni particolarmente estreme: una minima accentuazione dei bassi, un taglio alle frequenze medie settate a 1 kHz, settaggio neutro per gli alti e un livello di volume in uscita neutro.

Il riverbero/delay è settato in modo che il suono riverberato entri nel delay in modo da amplificarne l’effetto synth pad di coda. Il riverbero è settato con un tempo lungo pari 3,4 secondi. Il delay è impostato con un tempo abbastanza lungo pari a 250 millisecondi, un feedback al 72% e un livello al 70% per il bilanciamento tra riverbero e delay. Il bilanciamento del mix tra suono in ingresso e suono in uscita è al 100%, cioè in pratica esce la totalità della porzione di suono con l’effetto rispetto a quello diretto.

Per il blocco di modulazione ho usato l’effetto Symphonic per aggiungere un senso dimensionale al suono, grazie alle sue caratteristiche di ampiezza e spazialità. La velocità della modulazione è settata a poco più del minimo, mentre la profondità è al 75%. Il bilanciamento tra suono in ingresso e suono in uscita è settato al 55%, mentre il livello di uscita è quasi al massimo.

Le triadi aperte usate in “Ambient Sounds #1”

Passiamo all’analisi di Ambient Sounds #1, di cui trovi lo spartito e le TAB in PDF a questo link e che puoi scaricare gratuitamente.

Nello scorso video abbiamo visto la progressione armonica, che riporto anche qui per comodità di lettura. La progressione è composta dai seguenti accordi: C – D – Em – G – C – D – G

Il brano è in tonalità di Sol maggiore (G) e tutti gli accordi e la melodia fanno riferimento a quel centro tonale. Non abbiamo accordi estranei alla tonalità e nemmeno delle modulazioni in altre tonalità, per cui anche l’analisi armonica è molto semplice. La progressione armonica è costruita sui seguenti gradi della scala: IV – V – VI – I – IV – V – I. L’andatura è rilassata, con il tempo a 80 bpm, in 4/4 e con accordi che durano tutta la battuta e con la melodia che si sviluppa su note della durata di 2/4 o 1/4.

Se ancora non hai confidenza con gli elementi di base della teoria musicale, non ti preoccupare, nel video ti conduco passo passo in modo molto semplice a suonare Ambient Sounds #1 aiutandoti a suonarlo insieme a me.

Songwriting e struttura

A livello compositivo e songwriting la struttura è molto semplice, con una classica forma A B. Nella parte A c’è la proposizione principale del tema melodico, che viene leggermente variato nella parte B. Lo schema A B poi si ripete e si elabora il tema principale. Tieni presente che questa è solo l’intelaiatura di quello che può evolvere in un vero e proprio brano, anche se va detto che in generale i brani in stile ambient non hanno particolari sviluppi o sofisticati arrangiamenti, visto che basano praticamente tutto e sui suoni e sulle atmosfere rilassate.

Con le triadi aperte, combinate tra loro sia in stato fondamentale sia in stato di rivolti, si può creare facilmente una traccia di melodia con la nota più alta del voicing scelto. Aggiungendo poi in senso melodico altre note di congiunzione tra un accordo e l’altro o piccoli fraseggi, sviluppiamo la nostra melodia dandole un senso compiuto.

Bene, anche per questa lezione è tutto. Come sempre, se qualcosa non ti è chiaro o se hai delle domande, se vuoi richiedere approfondimenti su quanto visto in questo video o per suggerimenti scrivimi nei commenti qui sotto!

Buona Musica!

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