Triadi e Arpeggi su Tre Corde

Quante volte, noi chitarristi, ci siamo sentiti dire: “Hey, stai suonando troppe note, non senti che stai invadendo lo spazio degli altri?” Beh, a me è capitato spesso, soprattutto agli esordi. E’ normale, sono i peccati veniali degli inizi.
Però, se presa nel verso giusto, questa osservazione può aiutarci (e molto) a migliorare alla grande non solo il nostro playing ma anche a trovare idee e apportare il giusto contributo in una band, imparando a sfruttare le triadi su tre corde.

E allora vediamo come essere creativi sfruttando accordi e arpeggi solo su tre corde in tre differenti stili: Rock, Metal e Blues. Ne parlo nel video che ho appena pubblicato sul mio canale YouTube, e gli esempi che ti propongo hanno diversi gradi di difficoltà e sono quindi adatti un po’ per tutti, da un livello base sino all’avanzato. Seguendo questa lezione migliorerai il tuo vocabolario di accordi, migliorerai la conoscenza della tastiera e avrai diversi spunti per creare le tue parti.

Quante volte, noi chitarristi, ci siamo sentiti dire: “Hey, stai suonando troppe note, non senti che stai invadendo lo spazio degli altri?” Beh, a me è capitato spesso, soprattutto agli esordi. E’ normale, sono i peccati veniali degli inizi.
Però, se presa nel verso giusto, questa osservazione può aiutarci (e molto) a migliorare alla grande non solo il nostro playing ma anche a trovare idee e apportare il giusto contributo in una band, imparando a sfruttare le triadi su tre corde.

E allora vediamo come essere creativi sfruttando accordi e arpeggi solo su tre corde in tre differenti stili: Rock, Metal e Blues. Ne parlo nel video che ho appena pubblicato sul mio canale YouTube, e gli esempi che ti propongo hanno diversi gradi di difficoltà e sono quindi adatti un po’ per tutti, da un livello base sino all’avanzato. Seguendo questa lezione migliorerai il tuo vocabolario di accordi, migliorerai la conoscenza della tastiera e avrai diversi spunti per creare le tue parti.

La chitarra è uno strumento meraviglioso e completo: nelle mani giuste sei corde possono diventare un’orchestra. Ed è indubbio che il suono pieno e corposo di tutte le sei corde è un inno all’armonia; ma a meno che non si suoni da soli, è bene imparare a trovare i giusti spazi in cui inserire le nostre parti. Infatti, quando suoni con una formazione in cui c’è il bassista, le tue parti ritmiche dovranno posizionarsi su un registro che non cozzi con la linea del basso, ma che al contrario valorizzi la tessitura armonica che state creando insieme.

Ecco allora la necessità di esplorare nel dettaglio aree del manico molto specifiche per affinare la nostra capacità di creare piccole gemme musicali costituite da triadi su tre corde da inserire nel nostro vocabolario. Avere una maggior comprensione della geografia della chitarra ti permetterà di sviluppare più soluzioni a cui potrai poi attingere sia per la parte ritmica sia per la parte solista. E questo ti porterà a fare un bel salto in avanti.

Triadi su tre corde: quattro chitarre in una

Per essere un musicista che sa suonare in modo davvero appropriato ed efficace, indipendentemente dallo stile, devi avere l’abilità necessaria per reagire, spesso in tempo reale, a ciò che musicalmente accade intorno a te. Devi cioè essere in grado di creare parti che siano musicalmente adeguate e che al tempo stesso siano per te appaganti.

Un ottimo modo per raggiungere questo obiettivo è costruire delle triadi su tre corde immaginando la chitarra come una serie di quattro mini-chitarre a tre corde sovrapposte: basso, tenore, contralto e soprano.

Ti starai domandando: perché proprio gruppi di tre corde? Semplicemente perché con tre corde hai a disposizione almeno un’ottava di estensione e anche perché una gran quantità di musica è costruita attorno alle triadi. Le triadi sono accordi di tre note: nella forma più semplice sono composte da tonica, terza e quinta. Ogni triade può essere eseguita su ognuna delle quattro mini-chitarre, offrendoti quindi la possibilità di esplorare sonorità molto diverse.

L’aspetto molto interessante è che, anche se lavoriamo solo con triadi su tre corde, non siamo assolutamente vincolati a suonare le triadi in forma base, ma possiamo (anzi dobbiamo) scegliere di formare una triade con altre note dell’accordo creando voicing particolari omettendo le note meno importanti, che generalmente sono la 5 e la tonica (se la suona il basso o un altro strumento nella band, ad esempio il pianoforte o una tastiera).

La natura molto agile di questi voicing ti dà la possibilità di creare del movimento tra le varie voci, creando così un accompagnamento melodico, che crea molto interesse nell’ascoltatore e al tempo stesso gratifica il tuo playing. Ti propongo qui tre esempi, in tre stili differenti, ognuno basato su un’area specifica della chitarra. Ogni esempio è suddiviso in due parti, per fornirti una coppia di possibili idee per ogni genere.

Però ti invito a sperimentare autonomamente altre possibilità, man mano che prendi confidenza con gli esempi proposti. Più ti metterai in difficoltà nell’approfondire questo argomento e più le tue capacità aumenteranno, regalandoti la giusta soddisfazione nel suonare le tue parti. Per questa lezione puoi scaricare le TAB degli esercizi alla pagina dedicata del Laboratorio e le relative backing tracks su cui esercitarti al link dedicato sempre nella sezione Laboratorio.

Classic Rock e Progressive Rock

Il primo esempio che trovi nel video può essere suonato in stile Classic Rock o anche in stile Progressive Rock, nella migliore tradizione di Steve Howe, mitico chitarrista degli Yes. Utilizziamo solo triadi maggiori su tre corde e su una progressione armonica molto semplice e molto nota: Re – La – Do – Sol. La prima versione utilizza le prime tre corde con diversi voicing quindi non solo in prima posizione, che possono anche essere suonati su un pedale di Re al basso. Il secondo esempio, più marcatamente nello stile di Steve Howe, abbellisce la stessa progressione con l’utilizzo degli arpeggi, stavolta nel set di corde dalla seconda alla quarta. Infine, lo stesso esempio può essere trasposto all’ottava inferiore – e Steve Howe lo faceva spesso – utilizzando il set di corde dalla sesta alla quarta, per un suono più chiuso.

Heavy Rock e Metal

Nel secondo esempio diamo un po’ di gas al distorsore e spostiamoci in territori Heavy Rock o Metal, con questa idea basata principalmente su power chords che si muovono in parallelo con la forma T 5 8, ovvero tonica, quinta e ottava. Le prime quattro misure sono in Mi minore e alternano delle brevi frasi tra i power chords per rendere più interessante il riff; la seconda parte modula in La minore e utilizza un pedale di La su cui si sovrappongono voicing a due o tre note, con un impatto ritmico molto ben definito. Tutte e due queste idee si sviluppano sul set di corde dalla quinta alla terza.

Delta Blues

Concludiamo gli esempi del video con un paio di idee in classico stile Delta Blues, con alcuni voicing a tre note di settima di dominante molto grintosi, tutti sviluppati sul set di corde dalla terza alla prima. Un ottimo esempio di questo stile di Blues è senza dubbio il fingerstyle di Robert Johnsons e del sofisticato sliding della sesta sulla nona nello stile di T-Bone Walker, stili poi elaborati nel corso del tempo da chitarristi come Stevie Ray Vaughan o Steely Dan.

Se vuoi fammi sapere cosa pensi di questa lezione nei commenti qui sotto. Il tuo feedback per me è molto importante!

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